Carpe di ogni specie

La carpa, il più conosciuto pesce d’acqua dolce, è originario dell’Asia centrale, ma viene allevato in molti paesi, come l’Europa. Solitamente il loro habitat è quello delle acque ferme o lente come i laghi, ma poiché sono in grado di sopravvivere anche in acque salmastre e addirittura degradate e stagnanti, si trovano anche in altri ambienti. La carpa è caratterizzata da lunghi baffi agli angoli della bocca, occhi piccoli e coda biforcuta; hanno pinne seghettate e squame grandi e spesse; il colore varia da specie a specie.
Le carpe Koi, ad esempio, sono coloratissime, con sfumature cangianti che vanno dal bianco al nero, dal rosso e blu e dal giallo all’arancione. Sono carpe addomesticate e ne esistono oltre 20 varietà diverse, per colore, modello e tipo di scala. Per i giapponesi è simbolo di ricchezza e prosperità ed è facile trovarle nei laghi di tutto il mondo.
Le carpe a specchio, sono una specie molto “combattiva”; sono in realtà una mutazione della carpa comune, con squame irregolari, forma piena e arrotondata e colori che vanno dal nero al grigio. Le carpe cuoio invece si differenziano dalle altre in quanto totalmente prive di squame, con una testa triangolare e un corpo molto pesante; la bocca è priva di denti con un colore verde ottone e sfumature oro e bronzo. Le carpe erbivore o amur sono originarie dell’Asia orientale e della Siberia, si riproducono in grandi fiumi e sono dei pesci grandi dalla forma allungata e con una quarantina di squame; si presentano senza barbigli e con piccole pinne; hanno un colore verde oliva scuro. E’ possibile trovarle in laghi, pozze d’acqua e stagni e tollerano bene la salinità.

I metodi di pesca

Verso la metà del 20esimo secolo nasce il “carpfishing”, un tipo di pesca adatto appunto alla pesca delle carpe, (essendo dei pesci molto intelligenti riescono a rilevare l’esca, quindi servono dei metodi più efficaci rispetto a quelli di pesca comune). Ci vuole una buona attrezzatura, molta forza e tecniche di mimetizzazione per catturare una carpa. La loro visibilità è migliore in condizioni climatiche fredde e le stagioni migliori sono l’autunno e soprattutto la primavera, in quanto le carpe si risvegliano dall’inverno e iniziano a depositare le uova, quindi risulta più semplice pescarle. Anche l’abbigliamento è importante perché bisogna essere comodi, freschi e “mimetizzati”. Ogni accessorio dev’essere adatto al carpfishing, dall’amo alla canna, dal guadino al materassino salva carpa, ma servirà anche un mulinello, un sonar e i piombi adatti.
Ci sono esche particolarmente consigliate per la pesca della carpa giapponese, ad esempio le boilies, le tigers nuts, il mais, il pellet e i semi di canapa.
Sul sito Icarpfishing.it troverete la storia e tutte le curiosità che riguardano questa intensa e divertente pesca delle carpe, i consigli sulle varie tecniche per portare a casa un bel pò di pesce di “lago”.