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Limericks
Written by Fulvio Savagnone   
Friday, 06 April 2007
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Limericks
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Limericks, Nonsense e Go


Qualche tempo fa Fulvio Savagnone (più o meno noto giocatore di go di lungo corso) ebbe la malaugurata idea di lanciare sulla lista AGI una specie di concorso per l'invenzione di limericks (o nonsense) sul Go.

Ma che cos'è un "limerick"? Vediamo come Fulvio lo descrive...

Per i non anglofili, i limericks, o meglio nonsense, sono delle breve poesiole pre-surrealiste composte, tra altre meravigliose invenzioni verbali, dal gigantesco Edward Lear (Highgate, 1812 - Sanremo, 1888) pittore di professione, ma degno compare di Rabelais, Swift, Carrol e Joyce nell'invenzione di parole, rime e contorsioni etimo-foniche...

Edward Lear
Le composizioni originali di Edward Lear, uscirono in due libri: "A book of nonsense" nel 1846, e "More nonsense, pictures, rhymes, botany & c." nel 1872.

Per chi volesse saperne di più: personalmente consiglio "The Complete Nonsense of Edward Lear", edited by H. Jackson, Faber & Faber, London 1947, 1984.


Ve ne metto un paio di quelli originali (1846):

    There was a Young Person of Smyrna
    Whose Grandmother threatened to burn her
    But she seized on the Cat, and said, 'Granny, burn that!
    You incongruous Old Woman of Smyrna!'

    There was an Old Man of th'Abruzzi,
    So blind that he couldn't his foot see
    When they said, 'That's your toe', he replied 'Is that so?'
    That doubtful Old Man of th'Abruzzi"


E poi aggiunge:

"Nei primi anni settanta, su Linus, i tre misteriosi Wutki (uno era Giampaolo Dossena, un altro non ricordo, ma il terzo era nientepopodimenoche il mitico Raffaele Rinaldi, primo Presidente FIGG) proposero ai propri lettori di comporre nonsense in italiano, finendo sommersi da valanghe di limericks!"

Allora io vi propongo di fare altrettanto oggi, ma su temi strettamente goici!

Le regole sono semplici:
  • quattro versi
  • rima (FONDAMENTALE!) AA(B/B)A: cioé i versi 1, 2 e 4 rimano insieme, il terzo ha una rima interna: la fine della prima metà rima con la fine del verso.
  • Metrica assolutamente libera, ma una certa cantilena non guasta...
  • Si comincia con "C'era..."
  • Quasi sempre il protagonista è associato ad un toponimo, ma non necessariamente; quasi sempre il quarto verso riprende il primo, ma non necessariamente."

Fulvio metteva alcuni esempi come esca...

C'era un vecchio giocatore a Varese
che negli Shicho non voleva sorprese
ma più con il dito zigzagava, più la vista gli si annebbiava
Quel perdente giocatore a Varese

C'era un debole tre Kyu di Parma
che aveva nello Yose la sua unica arma,
e Fuseki o Chuban che fosse, i salti della scimmia eran le sue uniche mosse
O incompleto tre kyu di Parma!


Subito fioccarono correzioni e precisazioni:

Agostino De Matteis:
"Dovrebbero esser 5 versi anapestici rimati AABBA, il primo/secondo/quinto trimeri e il terzo/quarto dimeri questi possono pero' essere scritti come singolo verso con rima nel mezzo"

Henric Bergsåker:
"Tra l'altro io li ho sempre visti scritti in 5 righe, con rimi AABBA appunto. Di solito ho visto definizioni con metro più definito, per esempio righe 1,2 e 5 devono avere 9-10 sillabi e righe 3 e 4 devono avere 6.
Si parla di iambi ed anapesti, tre elementi metrici nelle righe 1,2 e 5 e due nelle righe 3 e 4.
Ma il più importante a mio avviso è che deve esserci nell' ultima riga un elemento di sorpresa che rende umoristico il limerick"

Agostino De Matteis precisa ancora:
"Righe 1, 2, e 5 contengono tre piedi, generalmente un giambo e 2 anapesti, righe 3 e 4 contengono due battute, generalmente due anapesti.
Spesso c'e' (come in quelli di Lear) una ripetizione del toponimo citato nel primo verso."


Mamma mia! Detto così sembra difficile inventare un nonsense sul Go... Come se non bastasse, sulla lista AGI seguì uno scambio, anche questo assai dotto, sulla presenza o meno nelle innocenti rime di riferimenti sessuali!

Tutti gli interventi erano corredati da nonsense di esempio, che ovviamente non avevano nulla a che fare col Go. Abbiamo raccolto questi limericks (più o meno sconci...) nella quarta parte; andate a vederla, è molto divertente!

Infine, Alberto Rezza ,notissimo giocatore di lunghissimo corso, e Alex Albore, colonna portante del Go partenopeo, diedero il loro parere definitivo. Alberto mostrò rime molto più antiche di quelle di Edward Lear (potrete trovare anche queste nella terza parte):
"Il limerick antico si e' spostato gradualmente verso le filastrocche per bambini ed infine il nonsense, fino ad arrivare a  Lear. Dopo Lear l'attenzione si sposta sempre piu' dal nonsense alla battuta di spirito finale, e questo porta fatalmente al sesso:

There was an Old Man of Cape Horn
Who wished he had never been born:
So he sat on a chair
Till he died of despair
That dolorous Man of Cape Horn
      (Edward Lear)

There was an Old Man of Cape Horn
Who wished he had never been born,
Nor would he have been
If his father had seen
That the end of the rubber was torn.
      (Algernon Charles Swinburne)

fino ad arrivare a quelli sulla "young lady of Ulva"... :)"


Mmmh... questo della young lady of Ulva nessuno ha avuto il coraggio di citarlo... Andiamo a sentire Alex:

Robert Cruikshank"Permettetemi di dissentire: se Lear scoprì i limericks grazie ad un suo amico che gli segnalò quello famoso di Robert Cruikshank, "There was an Old Man of Tobago...", e ne sviluppo' l'arte nella direzione del "non-sense, puro ed assoluto", in origine (come è stato fatto notare, avevano un tono piccante.
Personalmente ho riscoperto nella mia libreria alcuni versi di Morris Bishop tratti da "Limericks long after Lear" che trattano il soggetto dei limericks in modo cruento e con l'ineluttabile "chute" finale."


Insomma, dopo tanto disquisire, finalmente i dotti studiosi cominciarono a produrre i primi nonsense di soggetto propriamente goico.
Nota bene: alcuni dei nonsense qui sotto fanno riferimento a personaggi ben noti del mondo goico italiano: se li indovinate mandateci una mail, Magari potremmo estrarre a sorte un molare...



Last Updated ( Thursday, 10 May 2007 )
 


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