Quando si acquistano nuovi indumenti è facile incorrere in problematiche derivanti dalla scelta e dalla selezioni degli stessi a fronte di un insieme più o meno nutrito di capi di abbigliamento.

Già, perché una volta individuato quello che sembra il capo più adatto ai propri gusti e alle proprie esigenze si fa avanti il problema più grande: ci sarà la taglia più giusta per la propria conformazione fisica?

In tal senso, le difficoltà nell’individuare e scegliere le taglie migliori di un determinato indumento derivano da una moltitudine di fattori in gioco, da tenere tutti in considerazione per evitare di incorrere in problematiche legate al non voler indossare un capo d’abbigliamento per difficoltà varie.

Entriamo più nello specifico e vediamo alcuni consiigli per non sbagliare misura in fase di scelta di un paio di pantaloni.

 

La qualità e la consistenza dei materiali

 

Uno dei primi fattori da tenere in considerazione è senza dubbio la fattura e consistenza dei materiali utilizzati per costruire i pantaloni.

Al di là della sola qualità del capo, in questo caso i pantaloni, bisognerà tener conto del materiale con cui questi sono realizzati, con particolare riferimento all’effetto che i pantaloni stessi avranno sul corpo dell’indossare o dell’indossatrice.

Nel caso di pantaloni realizzati con materiale particolarmente elastico, con un’alta componente di elastam o di cotone elasticizzato, si dovrà provvedere a individuare la misura pressoché esatta relativa alla propria conformazione fisica.

In questo caso, a fronte di un prodotto di media o alta elasticità, è assolutamente sconsigliato acquistare pantaloni di una misura minore rispetto alla propria taglia.

Anzi. Proprio per l’alto livello di elasticità, il consiglio è quello di scegliere un capo maggiore di una taglia rispetto a quella canonica indossata per gli altri pantaloni.

 

La lettura dell’etichetta

 

Il metodo che più di tutti viene adottato per procedere con l’individuazione della taglia più adatta al proprio corpo è senza dubbio quello della lettura dell’etichetta.

L’etichetta, obbligatoria per legge, viene collocata nei pantaloni solitamente all’altezza del coccige, e sulla sua superficie sono stampate alcune indicazioni relative alle modalità di conservazione e di lavaggio del capo.

Ma non è tutto. Sull’etichetta vengono anche segnalate le misure relative alla taglia, con particolari indicazioni sulle taglie adottate in alcuni paesi del mondo.

Il valore delle taglie potrà essere espresso in centimetri (42, 44, 46) o in numeri minori (6, 7, 8, 9), indicanti unità di misura differenti (pollici ecc…).

Il consiglio è quello di usufruire di Internet per consultare le tabelle relative alle taglie e alle conversioni delle stesse da un paese all’altro, tenendo in considerazione di visionare esclusivamente dati ufficiali.

Molti marchi, infatti, adottano misurazioni differenti a seconda del proprio vestiario, e può capitare di imbattersi in taglie di pantaloni che potrebbero non corrispondere ai valori numerici riportati in una tabella o su un’etichetta.

In linea generale, però, la scelta della misura dei pantaloni va effettuata tenendo conto dell’aderenza al giro vita, il quale non dovrà mai apparire “soffocato”, e del modo con cui i pantaloni arrivano a toccare le caviglie: se le superano di troppo, la taglia è troppo grande; se ci arrivano a malapena, saranno troppo corti.