Una buona parte delle donne si ritiene insoddisfatta del proprio seno. Questo un po’ perché nell’immaginario collettivo si propone una figura del femminile con seni prosperosi, tra l’altro in netto contrasto con la concezione longilinea della donna, un po’ perché alcune hanno davvero un problema estetico che può creare loro problemi nelle relazioni sociali e soprattutto in quelle intime.

La ricerca di un chirurgo

La ricerca di un chirurgo dovrebbe essere sempre ponderata con molta attenzione e quando si tratta del proprio stato di salute e del proprio corpo non si dovrebbe mai fare un ragionamento puramente pecuniario. In poche parole si deve sempre valutare tutto, la bravura del medico, la sua esperienza, possibilmente i feedback di altre pazienti che hanno già effettuato interventi con lui. Ma non è tutto, perché soprattutto quando si parla di mastoplastica additiva, si deve fare una particolare attenzione anche alle protesi che si vanno a scegliere, dobbiamo sempre verificare che siano di eccellente qualità. Quindi non ci fidiamo troppo degli annunci pubblicitari, ma andiamo sempre fino in fondo con le ricerche.

Quando gli interventi vanno male

protesiPurtroppo non si può fare finta di nulla e si deve essere consapevoli che alcuni interventi di chirurgia estetica sono andati male. Alcuni interventi di mastoplastica additiva hanno avuto come esito lo sfondamento dei solchi mammari, altri li hanno spostati più in basso determinando un effetto estetico sgradevole, che necessita quindi di un ulteriore intervento. In altri casi si è determinato un fenomeno di wrinking, ovvero delle pieghe visibili nel lato interno della mammella, dovuti a differenti fattori tra cui il diametro della protesi eccessivamente grande rispetto alla tasca chirurgica creata per ospitare la protesi.

Delle volte invece la cicatrice peri aereolare è rimasta troppo visibile, risultando per la paziente inaccettabile e costringendola a ricorrere a un nuovo intervento chirurgico. In altre occasioni, per esempio quando si presenta un caso di ptosi, cioè il seno cadente per cedimento dei tessuti, viene eseguita una determinata tecnica, la mastopessi con incisione laterale, diversamente la protesi non si colloca nel punto giusto e il seno risulta sì più pieno, ma comunque cadente. Anche in questo caso si deve ritornare sotto i ferri.

Chi sbaglia deve risarcire il danno

Chiaramente un intervento chirurgico mal riuscito è colpa, in buona percentuale, del medico che lo ha effettuato, o perché ha valutato male il tipo di intervento, o perché non ha valutato con maggiore attenzione la tecnica, o perché i prodotti utilizzati non erano di ottima qualità, o per poca perizia del medico stesso. Molte volte accade che la sede dell’impianto della protesi prenda infezione, andando a creare ulcere e piaghe che non dovrebbero mai formarsi, ovviamente se tutto è stato eseguito a regola d’arte, questo non accade.

Nei casi in cui l’intervento va male, la cosa migliore da fare è aiuto di un legale che accompagni il danneggiato lungo il percorso del risarcimento, un percorso non facile, ma che consente di ottenere il giusto o risarcimento per il danno biologico e per quello morale. In questo modo ci si può sottoporre, eventualmente, agli interventi necessari per sistemare il danno o per lo meno per rimediare, anche se in parte, al danno.